giovedì 14 aprile 2016

FUTURUM ETIAM HERI EST



Pietro Spadafina, Futurum etiam heri est, olio su tela cm. 70x90


Rintocchi di campane antiche, odori di tempi vecchi, languide reminiscenze di parole sorpassate vengono a sbarrare il futuro, mentre preconizzano una costante ripetizione del presente. Una bolla luminosa, una forma iridescente piena solo d'aria è l'oggi. Un futuro non del tutto sconosciuto e un passato non tutto vissuto annebbiano l'attimo presente. Lucidare gli specchi della comunicazione rende forse meno faticoso il costante scorrere di questo tempo. (Pietro Spadafina)


venerdì 26 febbraio 2016

ESSERE O NON ESSERE

Ci dibattiamo strenuamente senza consapevolezza alla ricerca del nostro essere. Tentiamo di essere ciò che ci hanno insegnato esser “giusto”. E non è facile, non è per niente facile. Nei momenti più bui, quando perdiamo le nostre certezze, perché non sono certezze, ci affanniamo allora a cercarne altre. È proprio nei momenti di smarrimento che cominciamo più strenuamente a difendere il nostro colore politico, la nostra squadra del cuore, il credo religioso e tutto ciò che può diventare apparentemente parte del nostro essere. Arriviamo così paradossalmente al conflitto con chi, come noi, è alla ricerca delle stesse certezze, sia pure in un’altra squadra o in un’altra religione. E per quanto sia a volte spiacevole combattere inutilmente per quelle che noi crediamo le nostre idee, ecco che spunta fuori il vero problema. Riflettendo, ci accorgeremmo che è tutta una questione di fiducia, e che sempre la fiducia riposta viene puntualmente delusa. Capiamo allora che tutto si basa sulla fiducia, fiducia a prescindere, Fiducia nel panettiere, perché mai con certezza potremmo conoscere la provenienza di quel pane. Fiducia nella politica, fiducia con il partner, fiducia per la banca o per il nostro medico. Il mondo, insomma, si regge su un’ipotetica fiducia che quasi sempre viene meno. A nessuno è dato di conoscere con certezza ciò che esiste nella testa dell’altro, perciò dobbiamo fidarci, sia che si tratti di compravendite che di patti d’amore. Non è solo la nostra vita individuale che ogni giorno viene sfiduciata dagli eventi, ma il mercato stesso, l’economia, la politica, la religione si basano sul principio della fiducia. Il potere di uno Stato è basato sulla fiducia, e così è per tutto. E quando il mondo traballa, come sta accadendo in questa epoca, è perché la fiducia diventa sempre più rara. Ciò accade non solo perché gli Stati, pur spiandosi e controllandosi a vicenda, diffidano gli uni dagli altri, ma soprattutto perché è la nostra individuale fiducia che è crollata. Ognuno di noi traballa nella sua più intima certezza, e la paura del non sapere o del dovere o dell’avere diviene sfiducia del proprio essere, perché è in atto un disconoscimento dell’individualità dell’essere, che è sempre più una pedina senza testa del sistema, costretto a lottare nella giungla dell’esteriorità imposta dal Grande Capo Economico.

L’Ermellino

  "Testa persa" polvere di monte e legno cm. 40x20x40 anno 2010, autore: Pietro Spadafina

martedì 9 ottobre 2012

Che Confusione


Ho scritto su queste pagine del Disegno Attivo e del Caos che si manifesta le prime volte che si esercita il disegno ad occhi chiusi. In effetti ciò che appare quando si riaprono gli occhi è un insieme di linee contorte, annodate, intrecciate… insomma una confusione incredibile. Incredibile ma affascinante. Si prova una certa attrazione per quella informe matassa di linee, ci si sente attratti, come narcotizzati.
Ritorno spesso a quelle sensazioni, e mi ritrovo a riflettere sul significato di confusione. Rifletto sul fatto che in quell’insieme informe più prendo confidenza e più vedo cose, e più vedo cose e più imparo a vederne. È come se, in proporzione alla mia psiche, riuscissi a vedere, a tirare fuori da quella sorta di pozzo dei desideri, ciò di cui necessito in quel momento.
E allora, se questa confusione di linee è lì per espellere per me un’immagine, un fatto, un’emozione, posso affermare che è perciò dotata di energia potenziale: può creare qualunque cosa (ovviamente collegata al disegnatore). È unicità che può portare alla molteplicità. È Potenza che può diventare Atto: dal Caos al Cosmo.
Abituati a considerare la confusione come uno stato di disorientamento del tempo e dello spazio, molto poco forse consideriamo la possibilità che sia invece una situazione che, proprio per le sue caratteristiche di essere potenza creatrice, debba essere considerata divina, e quindi presupposto importante del processo evolutivo dell’uomo e di un nuovo ordine.
Alla luce di queste considerazioni, va analizzata la confusione nella quale vive l’uomo d’oggi: la natura ci manda segnali di malessere, la crisi economica imperversa, i valori morali… in malora, l’uomo che non ragiona più… e, secondo alcuni, la fine del mondo che si avvicina. Questa sì che è confusione!
Tuttavia io penso che vada trattata come la precedente. Come nel Disegno Attivo l’inconscio, in forma caotica, offre materiale potenziale per l’accrescimento della personalità del disegnatore, così l’inconscio dell’universo, se così si può dire, offre situazioni apparentemente caotiche al fine del grande cambiamento. Insomma sta per finire un’epoca e sta per iniziarne un’altra. Abbiamo l’opportunità di interpretare le linee degli eventi per reimpostare la nostra nuova vita, ne possiamo essere i co-creatori. Non ci sarà alcuna catastrofe né alcun giudizio finale, nessuna fine del genere umano, ma una trasformazione radicale che avverrà nella coscienza globale dell’umanità stessa.